Game Designers: Tomohiro Nishikado

Tomohiro Nishikado (Osaka, 31 marzo 1944) è un designer di videogiochi giapponese autore di Space Invaders, pubblicato nel 1978 da Taito.

Dopo aver frequentato la Tokyo Denki University conseguendo una laurea in ingegneria delle comunicazioni, a partire dal 1969 ha iniziato la sua lunga carriera professionale presso la Pacific Industries, una sussidiaria di Taito che si occupava dello sviluppo di giochi elettromeccanici.

Nel 1973 realizza Davis Cup e Soccer, due giochi derivati da Pong. Il primo, ispirato al tennis, aveva la variante di poter essere giocato a squadre di due giocatori e il secondo aveva invece un’area di gioco simile ad un campo di calcio, con due porte e uno sfondo colorato di verde.

Nel 1974 realizza Speed Race, un gioco di corsa visto dall’alto in cui bisogna guidare la propria vettura evitando le collisioni con gli ostacoli sul percorso. Questo gioco, a cui Nishikado è molto legato, ha numerosi primati: E’ il primo gioco giapponese ad essere stato distribuito in America ed il primo videogioco ad utilizzare gli sprites e un sistema di rilevamento delle collisioni. Anche il cabinato attirava l’attenzione: invece dei classici controlli, erano presenti tutti gli elementi di guida di una vettura: volante, tachimetro, contachilometri, marce e pedale.

Nel 1975 progetta un altro grande successo: Western Gun (Gun Fight in America), ispirato al mondo dei cowboy. Due sfidanti si trovano ai lati dello schermo, faccia a faccia, e possono muoversi in alto o in basso. Il loro scopo è colpire l’avversario sparando dei proiettili. Western Gun è il primo videogioco a mostrare, anche se con una grafica minimale, della violenza tra due esseri umani. Il gioco ebbe un successo tale in America, da aprire definitivamente le porte del mercato videoludico estero al Giappone.

Il 1978 è l’anno del grande successo: nasce Space Invaders. Questo progetto era così complesso per l’epoca che Nishikado fu costretto a disegnare da zero l’hardware necessario, utilizzando una scheda madre dotata di CPU Intel 8080 con processore audio Texas Instruments. Per completare il prototipo, molti pezzi – mai utilizzati prima per la realizzazione di un video gioco – dovettero essere acquistati per posta.

Durante la progettazione del gioco, Nishikado pensò subito, come prima soluzione per gli avversari, a dei carri armati. Provò poi con delle navi e infine con dei bombardieri. Ma il loro movimento e le animazioni molto limitate male si accoppiavano con lo stile frenetico di gioco. Gli fu suggerito allora di inserire delle schiere di soldati che avanzavano lentamente verso il giocatore, ma alla fine scartò anche questa idea, perchè non voleva che il gioco risultasse troppo violento. La soluzione perfetta arrivò all’improvviso grazie alla sua passione per la fantascienza: I nemici sarebbero stati dei mostri alieni, vagamente ispirati a quelli della Guerra dei Mondi di H.G. Wells.

I limiti dell’hardware non consentivano l’utilizzo dei colori. Per questo gli alieni furono disegnati bianchi su sfondo nero. Al momento di distribuire il gioco negli USA, Taito applicò una serie di pellicole colorate sul vetro di protezione dello schermo atte a simulare una grafica colorata. Il gioco divenne un tale successo in Giappone da causare una scarsità di monetine. Furono venduti 360.000 cabinati del gioco, di cui 300.000 in Giappone e 60.000 nel resto del mondo. Nel 1981, Space Invaders aveva prodotto incassi per oltre 1 miliardo di dollari.

Nishikado non avrebbe mai pensato che la sua creazione avrebbe lasciato un segno così marcato nella cultura popolare. Il suo obiettivo, all’epoca, era solo di spingere oltre i limiti l’interattività dei videogiochi. E oggi, a quasi quarant’anni di distanza, possiamo dire che c’è riuscito appieno. Space Invaders è stato il primo videogioco a mostrare a schermo una classifica dei migliori punteggi. Questo creava nel giocatore un forte senso di competizione positiva, uno stimolo a superare se stesso e gli amici, in una gara a chi sconfiggeva più ondate di avversari.

Tomohiro Nishikado ha collaborato con Taito fino al 1996, partecipando alla realizzazione di numerosi campioni di incasso in sala giochi e su console: Chase HQ II, Darius II, Darius Twins, Parasol Stars III, Sonic Blast Man 2, Bust a Move 2 e molti altri.

Vedi anche: Il Fenomeno Space Invaders

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