La Prima Volta di Nintendo in Tribunale

In questo periodo in cui si parla di Nintendo che minaccia tutti per violazione di copyright, è divertente ricordare questa storia: La prima volta che Nintendo si trovò in tribunale in America ci andò proprio perchè chiamata in causa per violazione del copyright… ma non come parte lesa! Venne infatti citata dalla Universal, che deteneva i diritti cinematografici sul film King Kong, in relazione al loro gioco Donkey Kong, appena uscito su licenza per Colecovision (Nintendo non aveva ancora la sua console).

La battaglia legale è lunga e divertente da leggere, con le due parti che cercano di dimostrare quanto King Kong sia uguale o diverso da Donkey Kong. Le parti, a turno, alzano sempre di più le richieste economiche di risarcimento reciproco, arrivando a cifre stratosferiche.

Chi ci andò subito male fu la Coleco, che poveretta, terrorizzata dai due colossi che menavano giù botte, cedette immediatamente alle richieste di Universal (anche se aveva già pagato i diritti a Nintendo) versando il 3% degli incassi di Donkey Kong alla multinazionale. La cartuccia infatti veniva distribuita in bundle con la console, ed era uno dei punti di forza della sua campagna pubblicitaria.

La Nintendo, invece, alla fine vinse su tutta la linea grazie ad un valido esercito di avvocati, capeggiati da uno che nientemeno si chiamava Kirby (!). Lo Stesso Miyamoto venne chiamato in causa, e dichiarò candidamente che lui faceva il designer e di copyright sapeva poco niente: Donkey o King Kong, per lui erano sinonimi di scimmione e basta.

Insomma, alla fine fu Universal a dover pagare Nintendo “per il disturbo”. Non solo: Nintendo, nella sua sete di sangue e vendetta (tanto ormai gli avvocati li aveva pagati Universal), se la prese a sua volta con una povera Tiger Electronics, rea di aver fatto un gioco tascabile “con un omino che doveva salvare una donna rapita da uno scimmione”. A nulla valse la proposta di cambiare il personaggio, la grafica e il design dei livelli.

La storia vuole che queste vittorie fecero crescere di molto l’autostima di Nintendo, che per la prima volta si confrontava in occidente con grosse potenze economiche e ne usciva vincitrice. Da allora Nintendo diventò inesorabile e intollerante verso qualsiasi violazione dei propri prodotti, anche perchè aveva capito che le cause per copyright sono soldi facili, soprattutto se l’altra parte non ha la possibilità economica di andare in tribunale.

La leggenda vuole invece che l’avvocato Kirby ricevette (oltre all’onorario) una barca di 30 metri di battezzata “Donkey Kong” con allegato certificato che gli cedeva i diritti “ per l’ utilizzo a vita del nome Donkey Kong su qualsiasi mezzo di navigazione” e soprattutto un personaggio con il suo nome: Kirby!

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