Videogiochi Brutti 2°

Pensando
di fare cosa gradita, propongo una seconda puntata di Videogiochi
Brutti. La guest star di oggi è GOTCHA, un videogioco prodotto da
Atari nel 1973. Questo fantastico gioco venne sviluppato da Alan
Alcorn, il papà del famoso Pong.

Il
gioco è semplice, due personaggi si muovono all’interno di un
labirinto in costante mutazione. Uno è il “cacciatore” e l’altro
la “preda”. Il ruolo del primo è di avvicinarsi quanto prima al
secondo, che deve invece fuggire. Non c’è punteggio o livello di
difficoltà, ma solo un tempo di gioco dopo il quale la partita
termina.

Ma
la parte più bella è naturalmente il cabinato, progettato dal
designer Atari George Faraco. In pratica i controllere erano… due
tette di gomma stilizzate. Nella mente distorta di Faraco, creare un
controller a forma di tetta avrebbe reso il gioco più interessante
per il pubblico femminile, in quanto i classici joystick a “bastone”
avevano fattezze troppo… ecco… falliche. Sfortunatamente per
Faraco, il mondo videoludico non comprese questo meraviglioso
messaggio universale e interpretò l’unione tetta-joystick + gioco
preda-predatore come qualcosa di particolarmente sessista. Il reparto
marketing di Atari non fu di aiuto in questo caso, visto che nel
flyer del gioco pensarono bene di mettere un uomo con sguardo
voglioso che insegue una donna in camicia da notte.

Insomma
il mondo non era pronto per Gotcha e le sue soluzioni innovative.
Quindi Atari pensò bene di sostituire il cabinato di produzione con
una versione standard senza tette. Le vendite non furono comunque
eccezionali, colpa anche della febbre di “pong” e relativi cloni
che ancora imperversava nelle sale giochi.

Gotcha
ha però anche un altro primato, questa volta senza doppi sensi: è
il primo gioco con un labirinto. Per Pac-Man, dovremo aspettare
ancora una decina di anni.

Vedi anche: Le altre puntate di Videogiochi Brutti

error: Content is protected !!