Il Sinclair ZX Spectrum

Lo ZX Spectrum (e la sua singolare tastiera “gommosa”) è stato per molti giovani britannici la prima introduzione al mondo dei computers e il più grande successo commerciale dell’azienda fondata da Sir Clive Sinclair. Originariamente distribuito al pubblico nell’Aprile del 1982, fu progettato con la stessa filosofia del suo predecessore ZX81: essere il computer casalingo a colori più economico sul mercato. La parte hardware fu progettata da Richard Altwasser della Sinclair Research, mentre il software da Steve Vickers. L’infame tastiera è invece frutto della mente dell’industrial designer Rick Dickinson, che aveva curato anche i (poco felici esteticamente) case dello ZX80 e ZX81.

Lo Spectrum era un notevole passo
avanti rispetto allo ZX81: Aveva una memoria maggiore, i colori ( da
cui il nome Spectrum ) e l’audio. Per quanto riguarda la parte sonora
lo Spectrum non era molto fornito, e il piccolo altoparlante in
dotazione, nonostante il grande impegno, non riusciva ad emettere che
qualche stridulo beep. Sembra che questa “mancanza” sia da
attribuire ad una scelta forzata per diminuire i costi di produzione.
Nel progetto originale, infatti, lo Spectrum doveva essere dotato di
un sistema audio più performante.

Sulla carta, lo Spectrum era un
computer graficamente ben dotato. La risoluzione di 256×192 pixels
infatti era superiore a quella dei computer concorrenti e poteva
visualizzare su schermo 8 colori, che potevano aumentare di numero
con particolari funzioni. Il problema era che potevano essere
utilizzati solo due colori per ogni quadrato di 8×8 pixel. Questo
portava al terribile fenomeno “colour clash” dello
Spectrum: Quando elementi grafici con colori diversi venivano a
sovrapporsi sullo schermo essi si “impastavano” creando dei
fastidiosi effetti visivi. Molti programmatori riuscivano a risolvere
questo problema utilizzando pochi colori o cercando di limitarli solo
a determinate aree dello schermo.

La parte grafica dello Spectrum era
inoltre affetta da altri piccoli difetti di progettazione hardware
che vennero risolti solo con l’uscita, nel 1984, dello Spectrum+.

Questi “difetti” hardware
erano il naturale ed inevitabile risultato della pianificazione del
prodotto, che aveva come obiettivi costi ridotti e semplicità
progettuale. Ma proprio questo binomio economicità – semplicità fu
la chiave del successo dello Spectrum, che venne accettato con grande
entusiasmo dal mercato appena nato dell’utenza casalinga.

Lo Spectrum venne inizialmente prodotto
in due versioni, fondamentalmente identiche: la versione 16k e quella
48k. Era possibile “upgradare” quella con memoria inferiore
tramite un kit di espansione. Dato che la differenza di prezzo tra le
due versioni era relativamente bassa, gli acquirenti si orientarono
rapidamente verso quella 48k, decretando la lenta scomparsa di quella
16k.

Sinclair produsse anche una serie di
accessori per lo Spectrum che però trovarono una risposta molto
fredda da parte del mercato. Questa è la ZX INTERFACE 2 e consentiva
allo Spectrum di utilizzare particolari cartucce e di collegare al
computer fino a due Joystick con attacco universale.

La produzione dello Spectrum iniziò
con 20,000 unità al mese, con una prospettiva di vendita di 300,000
unità all’anno. La richiestà però fu enorme, superando di gran
lunga le quantità disponibili, e la Sinclair impiegò molto tempo a
distribuire le unità prenotate. Con il passare dei mesi la Sinclair
si trovò con decine di migliaia di unità ordinate ma non ancora
prodotte e venne severamente multata anche dalle Autorità per
pubblicità ingannevole. Infatti Sinclair nelle sue inserzioni
prometteva una consegna in 28 giorni dall’ordine. I ritardi e i
problemi della Sinclair alimentarono inoltre il mercato dei “cloni”
illegali che venivano venduti in giro per il mondo. Ironicamente
furono proprio questi “cloni” a consentire lunga vita al
fenomeno Spectrum durando sul mercato molti anni in più
dell’originale.

Alla fine, il lento aumento di
produzione da parte di Sinclair consentì il recupero dell’azienda e
l’azzeramento delle consegne arretrate. Questo, unito ad
un’espansione dei punti vendita e all’abbassamento del costo delle
unità consentì alla Sinclair di incrementare di molto i guadagni e
di trasformare lo Spectrum nel computer più venduto in Inghilterra.

Una delle carte vincenti che contribuì
alla diffusione dello ZX Spectrum fu la immensa quantità di software
disponibile. Questo grazie a tutti i provetti programmatori che lo ZX
81 aveva formato in giro per il mondo. Nei loro garage o negli studi
di casa giovani studenti iniziavano a scrivere i loro programmi,
spesso vendendoli a software house o fondandone loro stessi una in
proprio. In breve tempo nacquero in giro per l’europa centinaia di
riviste che pubblicando prima listati e poi, in seguito, cassette con
programmi, consentirono la diffusione a macchia d’olio del fenomeno
Sinclair.

Altri Contenuti:

Vedi anche: Zx Spectrum Game Covers, Galleria di Copertine dei Giochi per Spectrum.

Basic Programming with ZX Spectrum / Programmazione di Base con lo Zx Spectrum ( testo html).

Introduction Manual for Zx Spectrum / Manuale Introduttivo allo Zx Spectrum ( testo html).

Service Manual for Zx Spectrum (Download PDF)

Service Manual for Zx Spectrum 128 (Download PDF)

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