The Great Giana Sisters: Quando i tedeschi fecero arrabbiare Nintendo.

The Great Giana Sisters è un videogioco 2d a scrolling orizzontale nel quale il giocatore controlla le sorelle Giana e Maria in un mondo popolato di piattaforme. Ogni livello è pieno di diamanti da collezionare e di nemici, che con un salto possono essere evitati o “schiacciati”. Un certo numero di power up possono essere collezionati durante l’esplorazione, colpendo un particolare tipo di mattoncino. Oh cavolo, ma questo gioco assomiglia parecchio a Super Mario Bros! Anzi, a guardarlo bene i primi due livelli sono proprio identici, cambiano solo gli sprite!

Per capirne di più, torniamo indietro negli anni oscuri dei computer, tra il 1985 e il 1987, quando i giochi si compravano dai pirati e plagiare idee vincenti era considerata una cosa normale.

La leggenda narra che in Germania ci fosse un gruppo di giovani amanti dei computer Commodore, programmatori, grafici e musicisti, tutti tra i 19 e i 22 anni, estremamente prolifici nella scena demo / hacker di quegli anni. Manfred Trenz, Armin Gessert, Thomas Hertzler, Chris Hülsbeck, ognuno con il suo contributo, riuscirono ad un certo punto a realizzare una versione giocabile dei primi livelli di Super Mario Bros sul Commodore 64.

E questa non era una cosa strana per l’epoca. Chi smanettava sui computer si faceva le ossa proprio copiando i classici, cercando di replicarne dinamiche sugli home computer, riproducendo routine e creando “demo” più o meno ispirati all’originale. Se poi erano fortunati, qualcuno li notava e gli affidava un gioco da pubblicare, rendendoli (temporaneamente) ricchi.

Ma torniamo al nostro gruppo di ragazzi, che per l’occasione si faranno chiamare Time Warp Production. La prima idea fu quella di cercare, attraverso le software house locali, un contatto diretto con Nintendo per mostrare il demo. La loro speranza era che il gigante nipponico fosse interessato ad una conversione ufficiale di Super Mario Bros per gli home computer. Il gioco, infatti, fino ad allora era una esclusiva della console Nintendo Entertainment System.

Ma Nintendo, anche memore dell’errore commesso con Donkey Kong, non aveva alcuna intenzione di condividere su altri sistemi la sua gallina dalle uova d’oro. Oggi, con 40.000.000 di copie vendute, possiamo dire che ci aveva visto giusto.

E quindi adesso che si fa? Avranno pensato Trenz e soci. La soluzione arrivò dalla Rainbow Arts, neonata software house tedesca: Alla Time Warp Production venne ufficialmente commissionato un platform game basato sul quel demo di Super Mario Bros. Certo, bisognava cambiare qualcosa, la grafica soprattutto, fare nuovi livelli ma sostanzialmente il gioco rimaneva identico. Anzi, doveva rimanere identico. Soldi facili.

Nel 1987 non c’era internet, e per pubblicizzare l’uscita di un gioco l’unico veicolo erano le riviste di settore. Per questo le campagne pubblicitarie iniziavano molto, molto tempo prima dell’uscita del gioco. A volte molto prima che il gioco venisse completato. Si spedivano foto (spesso ritoccate), si facevano altisonanti comunicati stampa (“Il più bel gioco del mondo!”) e si rispondeva alle domande dei giornalisti.

Nello specifico, per The Great Giana Sisters, il primo grosso scivolone ci fu con ASM (una rivista di computer e videogiochi molto famosa in Germania) che preparò un articolo dal titolo “Rainbow Arts: Giana Sisters è il nostro clone di Mario”. Quando Teut Weidemann, responsabile Rainbow Arts, lo venne a sapere scatenò un putiferio, riuscendo per un pelo a bloccare la distribuzione del giornale e addirittura farne distruggere le copie già pronte per la distribuzione. Pericolo (e infarto) scampato.

The Great Giana Sisters venne finalmente completato e raggiunse i negozi di mezza europa, diventando il gioco più venduto della software house.

Rainbow Arts era ormai seduta sugli allori, intenta a contare i soldi che entravano dalla finestra. Mai, e dico mai, si sarebbe aspettata che il fendente mortale sarebbe arrivato alle spalle, per mano del suo partner americano: la Us Gold.

L’azienda americana, che aveva i diritti di distribuzione per il mercato USA, eccitata per il grande successo del gioco, riempì tutte le riviste con costosi paginoni pubblicitari pieni di foto del gioco. E per rincarare la dose ci aggiunse pure una scritta: “Giana Sisters moving over Brothers”, con chiaro intento di punzecchiare il baffuto idraulico Nintendo.

Non passarono 48 ore che negli uffici di Rainbow Arts si teletrasportarono i legali di Nintendo. Chi vide con i propri occhi la scena la descrisse così: “An armada of lawyers in black suit. The best of the best.” Risultato? Gioco ritirato da tutti i punti vendita. Immediatamente.

The Great Giana Sisters, complessivamente, restò sugli scaffali solo per sette brevissimi giorni.

Non solo. Nintendo non perdonò l’affronto subito: Da quel momento, l’etichetta Rainbow Arts verrà bandita dal mercato delle sue console per molti anni, come fosse un’appestata.

The Great Giana Sisters era morto per mano di Nintendo, quindi? No. Perché il mercato parallelo della pirateria aveva già assorbito quel gioco, distribuendolo in maniera massiccia, molto più rapidamente di quanto avrebbe fatto la distribuzione ufficiale. The Great Giana Sisters era diventato un gioco misterioso, un clone che non era un clone, un gioco che non doveva esistere ma c’era.

Dopo tutto questo Rainbow Arts avrà imparato la lezione che non si copiano le idee degli altri? Assolutamente no. Dopo soli due anni, cercò di pubblicare il seguito di The Great Giana Sisters, ma per paura di indispettire nuovamente Nintendo, rimaneggiò più volte il gameplay e l’aspetto grafico fino a farlo diventare “Hard’n’Heavy” un gioco con due robot. E visto che Rainbow Arts aveva una brutta nomea, pubblicò il gioco sotto l’anonima etichetta ReLine.

Nel 1999 la Rainbow Arts chiuse i battenti. Ma la produzione di giochi ispirati a The Great Giana Sisters non si è fermata, arrivando a conversioni più o meno remixate per infiniti sistemi, compresi cellulari e console moderne.

Alla fine, forse, Nintendo le ha perdonate le due sorelline: nel 2009 esce Great Giana Sisters DS per la sua console portatile. Il titolo è stato sviluppato dalla Spellbound Interactive, software house fondata proprio da Armin Gessert, uno di quei ragazzi che nell’ 87 realizzarono la versione originale per Commodore 64.

Ironia del destino, Armin Gessert morirà per complicazioni al cuore pochi mesi dopo la pubblicazione del gioco, chiudendo un cerchio durato 22 anni.

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